mercoledì, 04 marzo 2009
Che fare quando uno sente alla radio l'oroscopo per il giorno, quando chi legge dice "avrete un evento imprevisto noioso"?

Soprattutto quando chi ascolta si sta apprestando ad andare al lavoro in auto e ha appena tirato fuori la macchina dal garage?

Naturalmente, se ci crede, rimette a posto la macchina e si prende un giorno di ferie. Se non ci crede ha comunque due possibilità: far partire un gesto scaramantico nei confronti dell'infame iettatrice, in questo caso la tizia che legge l'oroscopo alla fine del giornale radio prima del "Ruggito del Coniglio", oppure fare finta di niente. In entrambi i casi aspetta che passi la giornata e presta più attenzione del solito al mondo che lo circonda onde fare in modo che l'evento imprevisto non si materializzi sottoforma di un ciclista, pedone, motociclista, autochenonrispettalaprecedenza, gommabucataecosìvia.

Cosa fare se l'evento imprevisto si materializza nel pomeriggio sottoforma di buco informatico soprattutto in presenza di un altro collega, anche lui del medesimo segno zodiacale? Si fa appello alla sfiga o alla legge di Murphy? O si stramaledice la menagramo della mattina?

E poi, dopo l'evento "catastrofico" del pomeriggio il fortunato torna a casa, sempre in auto, sempre con tutti i sensori all'erta nonsisamai e si aspetta di trovare a casa una contravvenzione, letteradilicenziamento, sfratto, lettera anonima, altrochedipeggiocipuòessere ma per fortuna, tornato a casa, nota che la sua buona stella si è limitata all'impasse informatico. Peraltro risolto.

Manca un'ora e mezza circa alla mezzanotte e quindi allo scadere della giornata. Il fortunato si appresta ad andare a dormire. Sperando che il letto non crolli sotto di lui.

Anche oggi è andata bene, alla faccia di chi aveva previsto il contrario!
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categoria:nonsense, oroscopo, zodiaco, imprevisti, sfortuna
mercoledì, 11 giugno 2008

Ebbene sì, erano diversi giorni che mi arrovellava questo dubbio: quante erano le Repubbliche Marinare? Alle volte i ricordi scolastici si annebbiano in un mondo pieno di elenchi di cose da ricordare e così mi ero fissato che fossero cinque invece che quattro. Quindi cominciavo a percorrere mentalmente le coste dello Stivale ed elencavo: Genova, Pisa, Amalfi, Venezia... Ogni volta che arrivavo a Venezia mi chiedevo "e poi?"

Finché mi sono deciso a controllare. Effettivamente erano quattro in Italia, ma diventano effettivamente cinque se contiamo Ragusa in Dalmazia.

Forse mi ero fissato con il cinque pensando ai cambiamenti climatici in atto e quindi pensando mentalmente alle cinque stagioni dell'anno, come fece quel personaggio politico che diversi anni fa parlò in un discorso delle nove province sarde. Ora per fargli quasi un piacere sono diventate otto, come i nani di Biancaneve: Dotto, Eolo, Pisolo, Gongolo, Brontolo, Cucciolo, Mammolo e... Silviolo.

Abituati ad obbedire ai nove Comandamenti, capita a volte di dimenticare qualcosa

postato da: QuattroMori alle ore 19:14 | Permalink | commenti (4)
categoria:nonsense, personale