lunedì, 13 luglio 2009
Un vecchio suono è tornato per qualche ora la scorsa notte. Un suono che non sentivo da tanti anni. Una voce che pensavo appartenesse ormai al regno dei ricordi  e che dopo tanti anni aveva parecchie cose da raccontare.
Un po' diversa da quella che, da bambino, udivo provenire dal giardino di casa di mia nonna. Quello, il verso del grillo, era un canto sommesso che raccontava favole ai bambini e li accompagnava verso il sonno con il suo monotono cri cri. Quello che ho sentito ieri prima di addormentarmi doveva essere un lontano parente di quel grillo. Era un grillo cittadino che emetteva un verso acuto. Chissà se il fatto di trovarsi in una metropoli come Milano anziché in una cittadina di provincia gli procurava qualche preoccupazione. Soprattutto considerato che, nonostante la tarda ora, si trovava in una zona trafficata.

Mi sono accorto da tempo di questi suoni che appartengono alla campagna.
Da qualche anno una colonia di rospi mette casa in un laghetto artificiale a poca distanza dalla mia abitazione e tutte le notti, all'inizio della primavera, dà il suo concerto a beneficio, o maleficio, delle orecchie che lo ascoltano o sono costrette a subirlo.

In centro poi, in mezzo alle aiuole, si possono sentire le cicale che con il loro frinire continuo, per nulla turbato dallo sferragliare dei tram e dal rombo delle automobili, danno una piccola illusione di campagna in mezzo alla città.

Proviamo quindi a mescolare il profumo dei fiori che crescono in mezzo ad alcune di queste aiuole, a chiudere gli occhi eliminando sia i rumori esterni ed il puzzo di certi scarichi e immaginiamo di trovarci in campagna circondati da dall'erba alta, oppure al mare in una fresca pineta. La nostra piccola oasi mentale di pace è completa.

A questo punto possiamo anche provare a pensare che forse la Natura stia riconquistando piano piano gli spazi che erano suoi prima che fosse costretta a cederli a noi, genere umano, che non ci siamo certo dimostrati dei campioni nella gestione di questo patrimonio a nostra disposizione.

Speriamo solo che non si tratti di un frutto della nostra illusione mentale.
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categoria:ricordi, sogni, personale, memoria, suoni, riflessione, profumi
martedì, 27 gennaio 2009
Oggi nel mondo si celebra la "Giornata della Memoria".

Sessantaquattro anni fa venivano liberati i prigionieri sopravvissuti al campo di sterminio nazista di Aushwitz. Ed il mondo venne a conoscenza del più terribile crimine commesso durante il periodo del nazismo. Il sacrificio di sei milioni di ebrei ed altre minoranze "indesiderate" voluto espressamente dal Fuhrer in persona e che comunemente chiamiamo "Olocausto".

Questo termine deriva dal greco holos "completo" e caustos "rogo" ed indica i sacrifici che venivano richiesti al popolo ebraico dalla Torah e che riguardavano animali. Proprio per questo motivo gli ebrei preferiscono invece utilizzare il termine Shoah che significa "calamità" e "desolazione".

Si stima, sia in base alla documentazione lasciata dai tedeschi che in base alle testimonianze dei sopravvissuti e alla statistica, che le vittime tra gli ebrei residenti in Europa siano state sei milioni. A queste vittime vanno aggiunti anche zingari, omosessuali, testimoni di Geova ed altre categorie di "indesiderabili" la cui unica colpa era quella di non essere considerati puri agli occhi del Fuhrer.
Le vittime dei campi venivano sottoposte ad ogni forma di violenza, sia fisica che psicologica. I più deboli, da un punto di vista anche più fortunati, venivano uccisi con il gas e bruciati. Spesso ad occuparsi del loro "smaltimento" nei forni crematoi erano i loro stessi compagni.
Come per gli animali, alcuni di questi cadaveri erano "riciclati". Dai capelli delle donne si ricavava il feltro e le dentiere erano una miniera d'oro. Tra le altre crudeltà imposte, alcuni prigionieri erano usati come cavie per esperimenti scientifici. Con conseguenze spesso tragiche.

Nonostante tutte queste testimonianze, alcune persone, purtroppo presenti anche all'interno delle gerarchie ecclesiastiche, tendono a minimizzare questi fatti, altri a negarli del tutto, nonostante la presenza di testimonianze attendibili, di fotografie e degli stessi Lager ancora in piedi. Monumenti alla stupidità umana che vengono visitati ogni anno da migliaia di turisti.

Si dice che la Storia dovrebbe insegnare qualcosa alle persone, invece dopo la Seconda Guerra Mondiale sono nati diversi gruppi di neonazisti, formati spesso da giovanissimi che quel perido non hanno vissuto e che inneggiano all'odio verso gli ebrei e tutte le altre minoranze etniche e religiose indesiderabili. Proprio come faceva Adolf Hitler, da queste persone considerato un vero e proprio modello al quale fare riferimento.

Nel giorno della Memoria bisognerebbe ricordare però tutti gli altri "olocausti" avvenuti anche dopo la guerra. I motivi alla fine sono sempre gli stessi. La malvagità umana che tende a considerare un'altra persona indesiderabile solo perché ha degli stili di vita, un credo religioso o semplicemente un'etnia diversa dalla propria.
Senza andare troppo lontano nel tempo, basta pensare alle pulizie etniche operate dai Serbi in Kosovo o in Bosnia Herzegovina oppure a quelle quasi quotidiane che avvengono in Africa e che troppo spesso vengono ignorate dai mezzi di comunicazione di massa. Per non parlare poi della carneficina avvenuta nei giorni scorsi in Palestina a Gaza, dove gli israeliani si sono trasformati da vittime in carcerieri (e purtroppo anche carnefici) in nome della difesa del loro Stato.

Per non dimenticare, vorrei chiudere questo post con le parole di un illustre testimone oculare, lo scrittore Primo Levi.
Sopravvissuto alla tremenda prova del lager perché essendo laureato in chimica era considerato utile al regime nazista, è rimasto vittima dell'angoscia di quella terribile esperienza. Nel suo libro "Se questo è un Uomo" ci ha lasciato queste parole:

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
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categoria:storia, memoria, mondo, giornata della memoria, riflessione
martedì, 19 agosto 2008
Volevo segnalare una bella iniziativa da parte di un gruppo di persone, ma la cosa può essere estesa a ciascuno di noi. Sono sufficienti una videocamera, un abbonamento ad internet ed un po' di pazienza.

Qualcuno ha recentemente affermato che gli italiani stanno perdendo la memoria e questo ha portato ai recenti sviluppi nella nostra politica. Ebbene, non è del tutto vero, la memoria in realtà ce l'abbiamo vicina, magari nella persona del nostro vicino di casa ultrasettantenne che magari vive da solo e che scambierebbe volentieri qualche parola e qualche ricordo di vita passata, per ricordarci chi eravamo, come eravamo e come si viveva quando non c'era tutto a portata di mano e ci si doveva arrangiare per soddisfare le proprie necessità principali. Per confrontare il mondo di allora e quello di oggi e aiutare a rifarci un'opinione, che forse è quella che ci manca.

Un gruppo di giovani ha messo in piedi questo sito, che si chiama appunto "La banca della memoria" e va in giro a videointervistare persone avanti con gli anni in modo da rendere duraturi i loro ricordi mettendoli a disposizione di tutti gli interessati.

Il sito si trova a questo indirizzo: www.bancadellamemoria.it e aspetta i contributi di tutti.
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categoria:memoria, internet, iniziative, anziani