domenica, 15 febbraio 2009
Per la prima volta sono andato a visitare la Pinacoteca di Brera.

Quest'anno il museo festeggia il bicentenario della fondazione e per l'occasione mette in mostra quattro opere di Caravaggio.

In mostra ci sono quattro dipinti. Due Cene in Emmaus che evidenziano due diversi stili pittorici. Uno volto ad una ricerca nella simbologia cristiana e l'altro più sobrio e volto alla gestualità e solennità dello spezzare del pane.
Gli altri due dipinti invece sono dedicati a tematiche profane e sono il famosissimo "Ragazzo con canestro di frutta" dipinto da Caravaggio mentre era a bottega a Roma dal Cavalier D'Arpino e l'altro, un "Concerto" che a quanto pare si dice frutto di una sperimentazione da parte dell'artista che avrebbe ritratto lo stesso modello in differenti pose.

Naturalmente questi quadri, essendo il pezzo forte della Pinacoteca, attraggono una moltitudine di gente appassionata d'arte. Per consentire quindi a tutti di poter apprezzare le opere, le entrate vengono scaglionate a gruppi ed ognuno ha diritto a 10 minuti di visita. Il tempo probabilmente varia a seconda del giorno e del flusso di visitatori, per cui chi decide di andare in un giorno festivo si armi di santa pazienza e soprattutto di un efficiente cronometro. Naturalmente per apprezzare queste opere ci vorrebbe molto più di dieci minuti e soprattutto anche meno folla per consentire di ammirare i quadri da diversi punti di vista e apprezzarne anche i minimi particolari.

Con il biglietto di ingresso è comunque possibile aggirarsi per tutto il museo (bisognerebbe farlo con in mano una piantina per non perdersi fra le varie sale) e ammirare opere d'arte di diverse epoche mettendosi a confronto con diversi periodi storici e stili pittorici.

La mostra "Caravaggio ospita Caravaggio" sarà ospitata fino al 29 marzo.
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domenica, 08 giugno 2008

Dopo aver visto la prima parte di questa grande mostra, organizzata per il bicentenario di un importante istituto bancario valtellinese, sono andato a vedere la mostra principale, che si tiene presso la sede milanese della banca.

La famiglia dei Ligari, pittori lombardi del 1700, originari della Valtellina, non è certo conosciutissima dai più, ma non per questo è meno nota nel mondo dell'arte. E il capostipite Pietro si è certo fatto valere in ambito pittorico, ma anche architettonico soprattutto nel nord Italia, tra Milano e la Valtellina.

I quadri esposti alla mostra sono di carattere sacro e profano e ci sono anche dei disegni preparatori per i quadri stessi.

I quadri sacri sono ricchi di simbologie bibliche o comunque relative al tema raffigurato e che a volte non sono di immediata comprensione, ma per questo c'è il catalogo della mostra che aiuta a capirne il senso. Quello che però emoziona più di tutto è l'uso del colore e del contrasto tra luci ed ombre che dona movimento anche alle immagini che sembrano in realtà immagini statiche.

Inoltre i componenti della famiglia si sono a volte confrontati sul medesimo soggetto, reinterpretandolo ognuno con la sua pennellata personale. Un esempio su tutti è un Angelo Custode dipinto sia da Pietro che dal figlio Cesare, oppure una Cena in Emmaus dipinta sia da Cesare che dalla sorella Vittoria. Ognuno dando una diversa interpretazione al misticismo dell'atto dello spezzare del pane eucaristico.

La mostra dei Ligari si tiene a Milano, fino al 18 luglio, presso il Museo Diocesano in Corso di Porta Ticinese e presso la sede del Credito Valtellinese in Corso Magenta.

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